L’ Oro passa al lato oscuro : tutto sull’oro nero

Un tempo per oro nero si intendeva il petrolio. Ora non solo più. In compenso molti gioiellieri hanno iniziato e realizzare gioielli di oro nero. Quando siamo alla ricerca di un gioiello d’oro solitamente possiamo scegliere tra oro bianco, giallo e rosa. Ma la moda di oggi predica altre leggi. Non è un segreto che le ultime tendenze vedono l’affermarsi di colori brillanti e stravaganti. Ecco perché molti marchi si affidano a materiali artificiali per la creazione dei loro capolavori .

Ma come fa l’oro ad essere nero? In natura l’oro è solo giallo intenso. Tutti gli altri colori che potete trovare in un gioiello, come i più comuni oro bianco e rosa, sono il frutto di particolari lavorazioni e ‘miscele’ dell’oro, quasi sempre fondendo il metallo giallo con altri come l’argento o il rame. Anche l’oro nero è il risultato di particolari lavorazioni che trasformano il colore naturale del metallo. Insomma,  non pensate che esista una miniera di oro nero. Ci sono diversi metodi per ottenerlo.

Primo metodo. Il modo più utilizzato è la placcatura con metodo galvanico. È lo stesso metodo che si utilizza per altri tipi di placcatura: una macchina deposita sul gioiello minuscole particelle di un altro materiale che si deposita come una seconda pelle sul metallo originario grazie all’elettrolisi. In questo caso si utilizza il rodio oppure il rutenio. Il vantaggio di questo sistema è che è veloce, poco costoso e presenta un metallo brillante.

Secondo metodo. Come accennato all’inizio, l’oro di colore diverso dal giallo si ottiene normalmente unendo diversi metalli. Nel caso dell’oro nero, per esempio, è spesso utilizzato il cromo oppure il cobalto, che è aggiunto nella misura di circa il 25%. Il cobalto è utilizzato spesso per annerire i metalli, per esempio per gli attrezzi da lavoro, come le le punte del trapano.

Terzo metodo. Possiamo ottenerle i nostri gioielli neri per Patinatura ovvero con una particolare tecnica che consente ad una superficie di acquisire una copertura detta patina applicando solfuro – e ossigeno – contenente composti.

I primi gioielli neri furono presentati alla mostra “Basel-2001″ e tre anni dopo la famosa casa di gioielli Fawaz Gruosi li ha usati nelle sue collezioni. Il resto dei gioiellieri ci si è approcciato con cautela, introducendo questo metallo nei propri lavori gradualmente. Anche se questo tipo di lavorazione non è ancora ritenuta abbastanza di tendenza a nostro avviso avrà sicuramente una certa risonanza negli anni a venire!

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